Il mercato dei bambini

Messi quasi in fila e valutati… devono essere all’incirca alti e pesare tutti allo stesso modo. Si, così saranno belli. Mi raccomando i capelli. I maschi devono averlo corti, rasati ai lati. Le bimbe il più lunghi possibile, legati o sciolti non importa.

Sembra un mercato o una sfilata canina. Tutti i bimbi devono essere uguali, vestiti il più appariscente possibile, magari anche con abiti costosi, devono dimostrare di saper fare , di essere superiore all’amico.

Ma non è la società che lo impone, no. È un meccanismo ancora più grande: sono i gruppi delle mamme.

Fanno a gara a chi parla prima, a chi cammina prima, il dentino, la pappa etc. Poi si passa alla corsa alla seconda gravidanza. Tutti nei letti. Poi inizia la scuola materna. Ebbene… c’è chi sceglie la migliore e fa chilometri, chi quella privata, chi deve dimostrare che per i figli sparerebbe ad un orso senza fucile e poi non rinuncia all’aperitivo.

Inizia il mercato dei bambini dove i venditori sono i genitori, i rivali gli altri bambini. E volete sapere chi sono gli acquirenti? Chi i figli non li ha e che crede che il bimbo imbalsamato e perfetto esista davvero e avrà proprio quello.

Poi c’è la giuria formata da amici e parenti che si scannano per votare. La categoria che più mi piace sono i passanti. Loro vedono in tutto questo un mercato squallido, premono per mano il proprio figlio e vanno oltre insegnandogli che saranno nella vita ciò che vogliono nel tempo che sarà necessario.

Le gare? Lasciali fare a chi parte già con il bisogno di credere di essere superiore e non con la certezza di diventarlo.

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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