La domenica vista dal sud

Ho sempre pensato che la domenica fosse quel giorno intermezzo tra il sabato ed il lunedì. Da bambina lo vedevo come il giorno per andare a scuola, per andare in Chiesa con gli amici del coro. Da adolescente come il giorno per uscire e passeggiare, per vedermi con le amiche, per dedicarmi a me. Oggi? La domenica per me del sud è famiglia.

Ma credo che ormai questa cosa che il settimo giorno sia da passare con le persone care è una moda che sta arrivando anche al nord. E stranamente questa volta è la fine dello stivale a dire come. Ma vi siete mai chiesti cosa realmente fanno i ‘terroni’ la domenica?

Ci sono tre categorie semplici:

  1. Ci sono quelli del footing. Si svegliano presto ed indossano la tuta. Corrono o pedalano (mai in fila) fino a mezzogiorno. Perché anche se vuoi fare il figo all’una devi essere a tavola perché tua madre o tua moglie ha sfornato il mondo. Ma loro sono sportivi quindi si fermeranno ad un primo ed un secondo leggero. Il pomeriggio? Si dimostra cosa ha regalato lo sport con abiti mondani per fare su e giù per il corso, per il caffé in piazza, per le chiacchiere sportive.
  2. Signore e signori ecco a voi la famiglia del Mulino Bianco. Si qui al sud esistono dalle 11 alle 12. Poi tornano normali. Si svegliano all’alba perché devono preparare il sugo. Poi dritti in bagno. Capelli, unghie, trucco, vestiti perfetti, scarpe nuove nuove. La mamma passa al setaccio tutti, compresi i più piccoli. Ore 10.30 si esce. Colazione al bar per i grandi, i piccoli devono giocare sistemati sennò si sporcano. Ore 11.00 tutti in Chiesa in prima fila. Non importa se hanno dimenticato di dare da mangiare al cane, se hanno giudicato il mendicante, se è una maschera. E non importa nemmeno se la nonna è in un luogo dimenticato, e se il parroco sta parlando… loro sorridono manco fossero tutti della stirpe reale. Finita la messa, finita la festa. Tornati a casa e tolti i vestiti della festa non resta che sedersi a tavola, fare due foto ai piatti e smantellare il tutto. L’appuntamento è alle 17.00 quando tutto riprenda vita: vestiti, sorriso e giù in piazza a far vedere quanto è bella la famiglia del Mulino Bianco.
  3. La vera famiglia del sud prepara la domenica dal sabato. Ebbene sì, la mamma o la nonna (che vive vicino casa o insieme alla famiglia) inizia a prepara il sugo perché deve cuocere lentamente, deve ‘quaquagliare’ o borbottare è uguale. La domenica mattina preparano il secondo e la pasta fatta in casa. Anche loro escono per andare in chiesa ma alle 10.55 perché la colazione ed il caffè lo bevono a casa con i nipoti, i figli e solo Dio sa quanta altra gente. Hanno il vestito buono (e manco tanto) ed alle 12.00 sono già in macchina perché la nonna da sola a casa è meglio di no. La tavola è così grande che può contenere tutto il vicinato, i pasti sono abbondanti, ma ciò che li rende unici sono i discorsi allegri, il sorriso, le battute di chi la parola famiglia ha davvero capito cosa significa. Ed a tavola c’è il nonno con la mani sporche di terra, il papà che pensa al lavoro, la mamma che guarda con amore i figli, la nonna che guarda i nipoti. C’è il ragazzo che studia fuori vicino a quello che ha fatto una sbaglio ed è agli arresti. Perchè a tavola, in famiglia, siamo tutti uguali.

Questa è la famiglia che ho sempre vissuto, quella delle feste tutti uniti, della domenica seduti a tavola, delle grigliate infinite e degli inverni caldi. Quella famiglia che anche se non ci si vedeva tutti i giorni puoi stare tranquillo che bastava uno squillo di telefono, della frase ‘Ci siamo noi’. Ecco immaginate di potervi fidare di alcune persone, fidarvi realmente che se qualcuno vi sta inseguendo con un bastone, anche se avete torto marcio, faranno muro davanti a te.

Io ho avuto una famiglia fantastica, quelle delle tavolate con i cugini, dei giochi all’aperto, dei regali di Natale, ho avuto la famiglia che ‘ se cadi io ti faccio da materasso’. O almeno è sempre quello che ho creduto.

Queste sono le domeniche al sud, quelle che tramanderò ai miei figli. Se passate per il Molise, io abito a Termoli, un posto a tavola c’è sempre.

E qui vi lascio il link della mia città:

Poi se volete che vi racconti io Termoli lo trovate in questo articolo:

Dal porto di Termoli

Le radici

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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