Ricordi di ordinaria follia

Vi è mai capitato di svegliarvi con un ricordo ben preciso nella mente? Ecco questa mattina mi sono svegliata così… con ricordi di ordinaria follia.

Ho frequentato l’università di Giurisprudenza a Campobasso e dividevo l’appartamento con una mia carissima amica. Il proprietario della casa, un signore di mezza età, con un sorriso contagioso, ci aveva fatto visita per riscuotere il suo compenso e per dirci che nella stanza più grande della casa sarebbe arrivata una nuova ragazza.

I 30 secondi più lunghi della storia… Sì perché quella casina era la nostra, io e la mia amica ormai ci vivevamo da un mese e questo ci rendeva (secondo noi) proprietarie a tutti gli effetti.

Quella stanza non l’avevamo aperta per niente per tutto il giorno, ma l’idea che non sarebbe più stata la nostra ci stava tartassando. Ed anche se eravamo ancora sole, appena il proprietario ha chiuso la porta d’ingresso ci siamo fiondate in quella stanza.

Aprimmo la porte come ladre…in punta di piedi

Povera ragazza… abbiamo rovistato in ogni cosa finché non troviamo un Dvd. Era rosso fuoco, con l’immagine di una mano di donna con delle unghie lunghissime, rosse fuoco… estremamente sexy. Il nome sopra? Lo stesso della nuova coinquilina.

I miei ricordi iniziano proprio così… con un concetto sbagliato

Giudizi e pregiudizi si sono fatti sempre più grandi. ‘Abbiamo una pornodiva in casa’. Un corri corri di pensieri fino al giorno seguente quando l’abbiamo vista: faccia acqua e sapone, capelli arruffati, tuta extra large su di un corpo esile… era davvero una pornodiva?

Ovviamente gliel’ho chiesto subito…una figura orrenda che ancora ricordo.

In realtà quel dvd era solo quello del suo 18esimo compleanno, le unghie curate erano solo sinonimo di crescita da bambina a donna…

Volevo sprofondare, ma quell’esperienza mi è servita per capire che i giudizi ed i pregiudizi fanno parte solo della società di cui facciamo parte e nulla più. Se avessi dato la possibilità a quella ragazza di presentarsi prima di puntare il dito forse l’avrei guardata con occhi diversi per tutto il tempo.

Perché è vero che la prima impressione ci resta impressa come un tatuaggio, ma diamo sempre la possibilità a chi abbiamo davanti di potersi esprimere, di potersi presentare, di poter spiegare chi è davvero.

E se l’avessero fatto con me? Se da una maglia ‘scema’ mi avessero addossato uno status sbagliato?

Eppure lo hanno fatto, ve l’ho raccontato… ed ho riservato a quella ragazza lo stesso trattamento. Vi lascio il link del mio post così da avere la visione più chiara:

Ho cambiato rotta, l’ho lasciata parlare e siamo diventate amiche… l’università mi aveva insegnato anche questo. Ed oggi nel mio lavoro prima di scrivere, prima di puntare il dito o sparare a zero mi fermo e rifletto se dietro quella maschera ci possa essere una una persona differente.

Ma di ricordi ne ho ancora molti, alcuni legati all’università, altri alla mia permanenza a Roma, altri ancora altri ancora alla mia realtà… ma i giudizi e pregiudizi li ho lasciati a chi ha smesso di evolversi, di crescere, di comprendere.

Siate sempre i più grandi giudici solo di voi stessi.

non perdete tempo con chi vuole bloccarvi le ali con chi vi punta il dito o vi nega un sorriso, impegnatevi nel lavoro con tutte voi stessi, amate come solo una donna sa fare, lottate come guerriere ed andate avanti…gli altri saranno giudicati nel tempo per ciò che sono..

Vi lascio un articolo carino sui pregiudizi… se vi va cliccate qui:

Così…con ricordi di ordinaria follia si apre il mio giorno… sorridendo a chi incontro, a chi vede per la prima volta o rivedo tutti i giorni… questa volta però con gli occhi di chi i giudizi li ha dimenticati.

Frase di Antonia Gravina dal sito Class

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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