Impara a trovare un senso alla sofferenza

Può sembrare una frase fatta, una cosa buttata lì giusto per fare due chiacchiere. Vi assicuro che non è così. Chi vive la sofferenza, anche solo una volta, sa bene di cosa si tratta. Ma si può imparare qualcosa da un momento duro.

Nella mia vita di giorni bui ce ne sono sempre stati, alcune volte mi hanno piegato, altre volte mi hanno segnato, ma da ogni pigmento scuro ho trovato qualcosa per ripartire.

Vi racconto. facevo l’Università, studiavo legge. E ci riuscivo abbastanza bene conquistando una serie di 30. Ma un giorno squillò il mio telefono. Era papà. Di solito quando mi chiamava papà non erano belle notizie. Non ho mai capito perché spettava a lui parlare con me, ma quando sentivo la sua voce mi si fermava il cuore.

In effetti papà mi stava dicendo che mio nonno, il mio miglior compagno di vita, era in ospedale. Sapevo che non erano belle notizie e non era una routine così tornai a casa. Non accettavo l’idea che tutti si preparassero a salutarlo, non accettavo quelle donne che pregavano, non accettavo l’idea di perderlo. Ma la mia volontà contava poco.

Il 5 febbraio 2005 mio nonno se ne andò. Arrivai con una macchina che mi era venuta a prendere, guardavo i manifesti in giro eppure per me erano falsi, non era vero. Entrai a casa di mio nonno ed un mio amico disse: “Guarda come si spezza una roccia”.

Da quel giorno entrai in un circolo buio, in un mondo fatto di ricordi e sofferenza. Poi mi sono fermata ed ho riflettuto: avrebbe potuto restare con me ancora un pò, avrebbe potuto vedere i miei progressi, i miei studi, il mio matrimonio ed i miei figli… certo. Avrebbe potuto ma non c’è. Il destino o chi per lui ha deciso così.

Ora io ho due opzioni: continuare a vivere di sè e di ma oppure realizzarmi e rendere onore a chi per me avrebbe voluto il meglio. Ed ho scelto la seconda.

Il dolore non sparirà mai, il ricordo nemmeno. Ma da questa sofferenza ho capito che nella vita non sempre tutto va come vogliamo, che spesso siamo messi a dura prova, che alcune volte le lacrime ed il dolore saranno così forte da toglierci il fiato. Possiamo reagire e vivere oppure lasciarci vivere dal tempo.

Ma dobbiamo tenere presente sempre una cosa… noi possiamo scegliere, siamo liberi, certo, ma mentre scegliamo, mentre la sofferenza è parte di noi fermiamoci e chiediamoci cosa sarebbe giusto per noi, cosa vorrebbe per noi chi non c’è più, cosa farebbe morire d’invidia chi ci ha fatto soffrire.. ecco solo allora fate la vostra scelta.

Perché di sofferenze ce sono molte e differenti. Non c’è una cosa più dolorosa dell’altra. Una perdita, un ragazzo che ci lascia, un marito che scappa, un figlio che non ci parla… sono tutte sofferenze… differenti, ma uguali.

Ora voi dovete scegliere se lasciare alla sofferenza il resto della vostra vita e perdervi le bellezze che vi circondano, oppure dare una lezione di vita a tutti reagendo e facendo del vostro percorso un capolavoro.

Io ho scelto la seconda ed oggi, ad ogni successo, alzo gli occhi e sorrido perché il mio angelo sta sorridendo con me.

Vi lascio un mio post se lo avete perso ed un link sulla fenice, l’uccello che risorge dalle ceneri…

Foto di Albanesi.it

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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