Quattro chiacchiere con Sonia Syssa Sacrato

Quando ho avuto l’occasione di poterle parlare ho avuto un attimo di confusione. Cioè lei è una scrittrice, lei è la ‘mamma’ de ‘La mossa del gatto’ giunto già alla sua quarta ristampa… che si chiede ad una ‘penna d’oro italiana’? Eppure lei, così gentile, cordiale e sorridente è riuscita a rendere l’aria fresca come il suo libro.

Benvenuta Sonia nel mio salotto. Allora arriviamo subito al dunque: hai scritto il tuo primo romanzo.. ti va di raccontarci come è nato ‘La mossa del gatto’?

Grazie a te per l’ospitalità. Mi fa molto piacere. Anzitutto vorrei ringraziarti nuovamente per la tua recensione. Mi hai dedicato tempo e pensieri. Due doni preziosi, grazie.
La mossa del gatto è nato perché voluto, si direbbe a proposito di un bimbo. E di fatto un libro è un bambino di carta. Dopo diversi racconti volevo provare a cimentarmi in qualcosa di più impegnativo e cercavo lo spunto per un romanzo. Un giorno sono tornata al paese natio di mia madre, e complici alcuni suoi ricordi, ho gettato le basi della storia. La frase che, come si dice, ha dato fuoco alle polveri è stata “Domani abbiamo appuntamento al cimitero”, e la si ritrova nel libro, la scena è stata proprio così, più o meno.

Quando Golem Edizioni ha deciso di pubblicare il tuo libro, in quel momento cosa hai pensato?

La telefonata di Giancarlo Caselli mi è arrivata di sera mentre ero al supermercato. Ho girato tra gli scaffali con una scatoletta di fiocchi di latte in mano incapace di realizzare qualcosa di diverso da quel “benvenuta in Golem”. Incredula è dire poco. Un sogno si stava realizzando dopo due anni di pomeriggi e fine settimana passati a scrivere. È stato bellissimo.

Lavori full time per i tuoi tre gatti e come segretaria, in futuro ci potrà essere solo la scrittura nella tua vita?

Mah. Per il momento non credo. A meno che non si raggiungano altissimi livelli (e io credo di aver ancora molta ma molta strada da fare, e molto da imparare), non paghi l’affitto con la sola vendita dei libri. Mettici pure che devo sfamare le tre belve! Però dai, mi permetto di restare ottimista.

Hai in programma un prossimo romanzo?

Ci sto già lavorando. È il seguito de La mossa, quindi ritroveremo di sicuro Cloe, Pablo e le battute al vetriolo di Elvira. Ma non posso anticiparti molto di più.

Ho avuto il piacere di vedere il tuo blog ‘scrivoavanvera.blogspot.com’, quanto tempo riesci a dedicare a questo mondo?

Non quanto vorrei. Però al momento mi piace così, è una sorta di diario dove non scrivo solo dei libri che mi sono piaciuti, bensì della mia vita nella buona e nella cattiva sorte. Quindi ci sono momenti in cui è più semplice esporsi, altri meno. Momenti in cui le righe trasudano felicità e altre in cui mi si trova abbattuta e vinta. Penso che leggendosi si possano scoprire affinità, e magari sentirsi meno soli. Diciamo che, al momento, lo vedo più come un salottino intimo, che uno strumento social di promozione.

Come viene realizzato un libro e quanto tempo hai impiegato nella realizzazione?

La mossa del gatto ha avuto una gestazione lunghissima. Quasi due anni e mezzo, se contiamo anche i tempi di lavorazione in casa editrice. Questo perché scrivevo nei ritagli di tempo (sono un’autrice molto, molto indisciplinata) e poi c’è stata una battuta d’arresto piuttosto lunga a causa di un problema famigliare piuttosto importante.
Ho investito parecchio tempo sulle ricerche storiche, sulle testimonianze dei familiari dei minatori di Marcinelle, e altri dati tecnici che, secondo me non andavano trascurati (mi sono divertita un sacco anche a sfogliare la vasta gamma di feretri presenti nello “show room” di un alter ego di Gerardo La Pace). Poi ci sono state diverse revisioni ed editing. C’è molto più lavoro di quanto pensassi all’inizio, ma quando vedi i tuoi pensieri stampati nero su bianco, l’emozione ti ripaga di ogni minuto passato a studiare o scrivere.

Il tuo libro sta avendo grande successo, ed io che l’ho letto posso capire perché … hai mai pensato che ‘La mossa del gatto’ scuotesse così le acque?

La verità? No. Anzi… ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta se sarebbe mai piaciuto a qualcuno. Sai, quando a leggere sono i tuoi amici, hai la sensazione siano sempre di parte. Poi io sono una persona molto insicura per natura. La Golem, oltre a rassicurarmi nei miei momenti di profonda paturnia, ha fatto uno splendido lavoro di promozione, e questo vuol dire molto, specie per un’esordiente. Il resto l’hanno fatto i lettori con il passaparola, e i blogger entusiasti come te, a cui va tutta la mia gratitudine. Spostate l’ago della bilancia.

A chi dedicheresti questo libro?

È dedicato a mio padre, che ho perso troppo presto, ma che non smette di accompagnarmi nei miei giorni. E poi, in cuor mio, alle persone a cui voglio e mi vogliono bene. Forse risulta un pensiero ad alto tasso glicemico, ma alla fine, come dice una canzone “è l’amore che conta”.

Udite Udite… Sonia Syssa Sacrato sta già scrivendo il prossimo libro.. il sequele de ‘La mossa del gatto’ quindi tutti gli appassionati come me restate pronti, a breve tutti i personaggi che avete amato torneranno nel mondo incantato della lettura.

Ed a me non resta che ringraziare con tutto il cuore questa scrittrice dall’animo infinito.

Vi lascio il link per dare un’occhiata alla Golem edizioni

Cliccate qui, invece, se vi siete parsi qualche mio post in precedenza

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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