Insegnate il rispetto a scuola

Ancora ricordo le raccomandazioni di mia madre: ‘Comportati bene, non rispondere, studia e fai la brava. Ricorda che io ti ho messo al mondo ed io ti ci levo’. Non erano minacce, ma promesse e mi venivano dette quasi tutti i giorni prima di andare a scuola.

Lo sguardo di mia madre era serio, calmo, ma serio, tipico di quel momento. Perché per loro la scuola era importante, i professori, i maestri, i docenti andavano rispettati, a scuola si andava ordinati, composti, educati e dovevi studiare. Altrimenti, senza sè e senza ma, le botte e le punizioni erano la mia pena certa.

E non perché loro volevano fare bella figura, no, volevano che io imparassi l’educazione verso chi è più grande di me, verso chi ha studiato e mi sta insegnando, verso chi sta lavorando. Loro mi davano vitto, alloggio, vizi e capricci esauditi ed io avevo un solo dovere: studiare.

Ricordo che alle superiori, credo fosse il primo anno, quello più difficile, mia madre era seduta sul divano. Io facevo finta di niente sperando che, tra le varie cose, si fosse dimenticata dell’incontro con i professori. E niente, lo sapeva benissimo tanto che era già pronta un’ora prima dell’appuntamento.

Sapevo che avevo fatto la balorda con la professoressa di matematica, che concordavo a tavolino il 2 per non prendere 1, che non facevo i compiti, che disturbavo la lezione perché non mi piaceva la materia. E sapevo cosa avrebbe fatto mia madre… avevo però il terrore di quello che avrebbe fatto mio padre. Il suo sguardo freddo dal divano ti entrava nelle ossa ‘Sonia, hai studiato?’ Che domanda… ovviamente no. E se mamma parlava con la prof di matematica mi sarebbe saltato il compleanno, la Pasqua, lo scooter e almeno 3 mesi di punizioni.

Arriviamo a scuola e la faccio parlare con tutti gli altri docenti… ovviamente andavo benissimo e mamma mi guardava soddisfatta. Passiamo davanti la professore di matematica, lei la guarda e mi chiede chi era. Io ho mentito ‘Mamma, lascia stare è educazione fisica, sai che vado bene. Andiamo a casa’. Ma mia mamma sa quando mente, sente la puzza di cazzata nell’aria, mi guarda alza il sopracciglio e mi dice con aria sarcastica ‘Ma davvero? E vediamo se sai saltare bene’. Ok sono morta.

Ovviamente la prof non tralascia nulla, dalle sigarette fumate fuori, ai compiti non fatti, al test saltato alla minaccia di non parlarle più. Mia madre è ferma immobile, non mi guarda. Io cerco gli annunci più veloci di pompe funebri e cerco di salutare tutti. In macchina però la punizione è certa. ‘La professoressa è più grande di te e devi portare rispetto. Ti piace che lei ne porti a te, vero? Devi fare lo stesso. Non ci riesci? Prova a farli i compiti, dimmelo che ti mando ad un corso di recupero, faccio qualcosa, ma questo comportamento non mi piace e lo sai. Non esci per 2 settimane. Tuo padre farà il resto’.

Quando arriva tuo padre avrai il resto

Quante volte ho sentito questa frase, quanto volte mi sono ghiacciata davanti a loro, eppure oggi li ringrazio. Il loro regime mi ha permesso di capire che un adulto va rispettato, un estraneo, un amico, un anziano vanno compresi. A scuola ci si va per imparare (non per niente continuo a formarmi), che fare la bulletta nella vita non mi porterà da nessuna parte..

Ed oggi quando vedo quei ragazzi atteggiarsi a grandi combattenti con la bava che sa ancora di latte, che si permettono di picchiare un loro amico, un loro coetaneo perché differente, che rispondo o alzano le mani contro un professore non posso che pensare che ci vorrebbero più genitori come i miei.

Se un ragazzo si comporta così, non c’è nulla da fare, il problema deve essere cercato all’origine. E non mettiamo la scusa che i genitori lavorano, perchè tutti i genitori hanno sempre lavorato, nessuno mai ha campato di rendita (o pochi eletti) eppure prima se sbagliavi i genitori ti punivano, non ti capivano.

Forse oggi si pensa troppo a ‘rendere la vita una passeggiata’ a questi figli, si è troppo amici e poco genitori, troppo liberi e poco rigidi e così si perde un po’ il senso della società.

Perché se ti permetti di alzare le mani contro un professore, ragazzo mio, potrai farlo contro tutti, contro la tua futura compagna, contro chi non rispetta il codice della strada, contro i figli. magari un po’ più di rigidità potrebbe evitare un domani catastrofi e stragi, magari potrebbe evitare meno teste vuote.

Correggi oggi per evitare domani… In tutto è così pensateci bene. Ti lavi i denti oggi perché sennò domani sarai pieno di carie, ti curi oggi per non morire domani, mangi sano oggi per stare bene domani e perché l’educazione dovrebbe essere differente? Se educhi bene oggi tuo figlio sarà una brava persona domani e lo sarà non solo per società che lo circonda, ma anche per te che nell’anzianità avrai bisogno di lui.

Quindi, se possiamo, facciamo un po’ più i genitori ed un po’ meno gli amici, tanto avremo tempo di poter stare seduti accanto a loro e giocare, parlare e dialogare. Lasciate quel telefono, fate un passo indietro nella scalata alla carriera, mettete da parte le vostre necessità per un’ora al giorno e dedicatevi totalmente ai vostri figli, potrebbe essere un passo in avanti per una società migliore.

Vi lascio il link su un mio poste precedente che riguarda proprio i ricordi…se vi va fate click. Non dimenticatevi di iscrivervi alla mia newsletter per rimanere sempre aggiornati 🙂

Imparate il rispetto

Le mamme

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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