Scoperte

Di pregiudizi e incomprensioni ne avevo già parlato, ma oggi lo affronto in maniera differente, lo affronto un pochino più oggettivamente e mi accorgo che, ancora una volta, sono caduta vittima della prima falsa impressione.

Ero distratta, stavo pensando ad altro quando per la prima ho ricevuto una telefonata. Con aria da stronza cronica non mi ricordavo nemmeno il nome, non avevo capito cosa stesse dicendo e non avevo voglia di ascoltare.

E come capita spesso, quella telefonata, l’ho dimenticata, messa insieme a quelle che ricevo durante una giornata, senza darle il giusto posto.

Poi pian piano, giorno dopo giorno, ho imparato a conoscere questa persona. Ho capito che3 ne sapeva molto, potevo imparare tanto ed ho iniziato a fare tesoro di ogni nostro incontro.

Alcune volte era più difficile, altre più semplice, alcune volte ero distratta, altre ero in forma, ma dopo un mese oggi finalmente faccio un quadro completo.

Ciò che avevo sbeffeggiato, che avevo osservato con gli occhi distratti di chi nella vita ha fatto a botte con le brutte persone, era sbagliato… ebbeni sì ho toppato.

Ne sapeva da vendere, tanto da mettermi in difficoltà su materie che credevo io. Lo faceva con il sorriso certo, ma lì mi sono accorta di quanto piccola potesse essere la mia competenza. E aspettavo ogni giorno come una bimba che aspetta la mamma per poter apprendere, per ascoltare, capire, fare un passo avanti. Ed ogni volta era nettare.

Poi un giorno mi sono ricordata di quella telefonata…. Che superficiale che sono stata,

Oggi? Oggi è il mio mentore, la persona che chiamo che ho un dubbio, la persona con cui scherzo e dialogo su tutto, dal lavoro ai sogni, dai problemi quotidiani al sogni nel cassetto e quella telefonata non è altro che uno dei ricordi più belli che ho.

E se oggi c’è il blog, c’è il canale youtube o la newsletter o ciò che ne verrà una parte del merito è sua, che ha creduto in me, che ha sorriso ai miei dubbi, che ha capito i miei silenzi…

Se ero stanca o arrabbiata lo vedeva dai miei occhi ed il discorso si faceva leggero, se mi vedeva attenta e reattiva era pronto a discorsi più difficili.

La fine

Oggi il mio percorso di crescita con lui è terminato… C’è un senso di distacco, di paura, di incertezza tipico di quando sai che stai finendo un percorso, ma sono certa di quello che ho imparato, del mio progresso nel settore, delle cose che ho scoperto e di quelle che ho consolidato, ma c’è di più.

C’è la consapevolezza di aver imparato che nulla è scontato, che bisogna fermarsi e riflettere, che c’è sempre chi ne sa di più e che magari dietro ad una telefonata fatta di fretta c’è un mondo aperto.

Vi lascio un link di un mio post precedente e nel frattempo vi do appuntamento domani per qualche passo avanti, per un percorso terminato ed uno che si apre, per una crescita che vorrò fare con voi, giorno dopo giorno.

Domani parleremo di social…. e come direbbe Baden Powell ‘Estate Parati’…

Scoperte

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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