Il 31 ottobre del Molise

Per tutti, in Italia e nel mondo, il 31 ottobre è Halloween. Non importa se lo porti all’esasperazione e lo odi o lo festeggi come mero motivo per scendere in piazza, ma l’ultimo giorno di ottobre fa sempre discutere molto.

C’è chi si prepara ad accendere la candela per commemorare chi non c’è più, chi si veste da mostriciattolo e chiede dolcetti e poi ci siamo noi, i molisani, che quel 31 ottobre non lo dimenticheremo mai.

Frequentavo le scuole superiori, in un paese vicino al mio, in uno stabile vecchio, ma resistente. Quel giorno insieme alla mia amica decisi di non andare a scuola. Qui si chiama filone. Ma ogni volta che rimanevo a prendere il caffé con la mia amica poi lo dicevo a mamma, non so se vale lo stesso, ma su questo ero sempre sincera. Anche perché la scuola era la mia passione.

Faceva caldo, un caldo fuori stagione, anomalo, tanto da stare ancora a maniche corte. Il cielo era lievemente nuvoloso, ma calmo. Noi eravamo in centro quando, all’improvviso, tutto sembrava essersi fermato. C’era uno strano silenzio, una strana sensazione nell’aria.

Il mostro

Nel cielo un boato, freddo, mostruoso, come se il cielo si fosse aperto a metà. Non capivamo cosa era successo, ma subito dopo il rumore si era alzato un leggero, strano venticello caldo.

Tutto iniziò a tremare, i palazzi sembravano oscillare tanto da toccarsi le persone urlavano, scappavano, i bicchieri del bar sbattevano tra di loro, qualcuno è anche caduto a terra moltiplicando il terrore.

Furono minuti di vero terrore tanto che non sono mai riuscita a dimenticare quel giorno. Eppure ero nata nella parte giusta, fino ad oggi, del Molise.

Urlavano tutti ‘Terremoto’ e cercavano di capire dove fosse l’epicentro. Non possiamo dimenticare di essere sul mare, non possiamo dimenticare dell’onda anomala, o leggenda che distrusse i nostri avi. E così iniziò la ricerca isterica per capire cosa era realmente successo.

Dopo circa 20 minuti riesco a sentire mia madre che stava già viaggiando verso la scuola, piangeva, le avevano detto che una scuola vicino Termoli era crollata. Oggi capisco il suo stato d’animo e ringraziò Dio per la mia scelta di restare a spasso.

Ma nessuno nella mia scuola si fece male, non era quella la scuola. C’erano genitori in preda al panico, c’era un paese in ginocchio, c’erano rumore di sirene, dolore e perdita, quella più dura e lacerante.

Ventisette bambini della scuola elementare di San Giuliano di Puglia e la loro maestra erano stati schiacciati dalla macerie. Genitori, nonni, fratelli, zii… c’era tanto dolore, così grande che il Molise si strinse intorno ai suoi fratelli.

Tutti gli occhi puntati su quella scuola, pianti per ogni sirena spenta, gioia pura per ogni volta che un soccorritore urlava alla vita.

La scossa più forte fu di 6 gradi della scala Mercalli che sbriciolò la scuola, ma altre scosse continuarono fino al 2 novembre.

Da quel 31 ottobre 2002 per il Molise intero non esiste Halloween, esiste il ricordo, la commemorazione e i brividi che questo giorno ricorda.

Per noi il 31 ottobre è San Giuliano di Puglia. Ed oggi ancora ricorda quegli attimi, la paura, il ricordo.

Indelebile anche il 1 Novembre. Mio fratello era sul divano a guardare le notizie della scuola, io ero in piedi vicino al camino. Non so perché ero vicino la porta secondaria della nostra villetta, ma ero seduta proprio lì. la terra iniziò di nuovo a tremare ed ancora una volta mi ero pietrificata.

Mio fratello saltò in piedi, prese i soldi sul tavolo, il telecomando (ancora lo prendo in giro per quello) me in braccio e mi buttò letteralmente fuori casa.

Quindi quando parlate del 31 ottobre con un molisano ora sapete cosa penserà lui….

Questo per non dimenticare…..27 angeli ed una guerriera…

Vi lascio un link proprio sull’accaduto..

Foto di Molisetabloid… la scuola crollata

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Il tempo che abbiamo a disposizione è limitato, per questo dobbiamo cercare di vivere la vita che più ci piace….

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